Linea di confine
Scheda opera · Codice: VC-036-2025 · Serie VC
Dati principali
Titolo: Linea di confine
Artista: Aston F. Deane
Anno: 2025
Tecnica: opera digitale originale – manipolazione fotografica
Supporto: stampa a scelta del collezionista (formato e materiale)
Provenienza: direttamente dall’artista
Seriale archivio: VC-036-2025
Hash SHA-256 file master: Assegnato
Status: Disponibile
Torna alla galleriaDescrizione
In Linea di confine, l’artista trasforma un elemento quotidiano — un tratto di pavimentazione urbana — in un campo di tensione cromatica e concettuale. Il rigore geometrico delle bande orizzontali si scontra con l’intensità dei colori primari, saturati fino all’estremo: giallo, rosso e blu non sono più semplici pigmenti, ma stati d’animo, vibrazioni visive che si impongono all’occhio e lo costringono a misurarsi con il limite. La fotografia si fa pittura, e la superficie diventa linguaggio. Il ritmo dei punti in rilievo, le fasce parallele e il bordo netto che separa i colori generano una sensazione di ordine interrotto, come se la realtà si stesse dissolvendo in puro codice visivo. È un’opera che gioca sulla percezione, sul confine fra materiale e digitale, fra ciò che tocchiamo e ciò che guardiamo. L’uso del colore primario rimanda al linguaggio del modernismo — Mondrian, Albers, Malevič — ma l’artista lo piega a un’interpretazione contemporanea. Il confine non è più equilibrio, bensì attrito. In questa verticalità compressa, la superficie racconta il ritmo delle città, il passo umano che lascia traccia e attraversa il colore come fosse tempo.
Note concettuali
Per l’artista, Linea di confine rappresenta il punto d’incontro tra il caos urbano e la purezza del colore. È un’indagine sul limite — fisico, visivo e mentale — che separa e unisce allo stesso tempo. Il rosso, il giallo e il blu diventano simboli delle forze fondamentali dell’esperienza: la passione, la luce e il pensiero. L’obiettivo è di fissare un momento di passaggio, un istante in cui il banale diventa sublime attraverso lo sguardo. Ogni bordo, ogni variazione tonale, suggerisce una soglia tra ordine e disordine, materia e percezione, presenza e assenza. L’opera non chiede di essere capita, ma attraversata, come una strada di luce che conduce oltre il visibile.