Sole elementare
Scheda opera · Codice: VC-030-2025 · Serie VC
Dati principali
Titolo: Sole elementare
Artista: Aston F. Deane
Anno: 2025
Tecnica: opera digitale originale – manipolazione fotografica
Supporto: stampa a scelta del collezionista (formato e materiale)
Provenienza: direttamente dall’artista
Seriale archivio: VC-030-2025
Hash SHA-256 file master: Assegnato
Status: Disponibile
Torna alla galleriaDescrizione
L’opera si impone allo sguardo come una sequenza ritmica di forme archetipiche, sospese in un campo cromatico audace e vibrante. Su un fondo arancio saturo — caldo, quasi corporeo — si dispongono elementi semicircolari che evocano lune, orbite, cavità o segni rituali. La composizione verticale suggerisce un movimento discendente o ascensionale, come una scansione temporale o un percorso iniziatico. I colori freddi delle forme — blu, turchese, viola — contrastano con forza il fondo, creando una tensione visiva che non si risolve mai del tutto. Le superfici non sono lisce: appaiono attraversate da velature, abrasioni e interferenze luminose che rimandano a un’estetica digitale, ma conservano una qualità pittorica, quasi tattile. Questo dialogo tra controllo e imperfezione rende l’opera pulsante, viva. Le linee verticali laterali, sottili e irregolari, agiscono come margini instabili, quasi a suggerire una struttura che tenta di contenere qualcosa di fluido e inafferrabile. L’insieme non racconta una storia lineare, ma costruisce un campo simbolico aperto, in cui ogni forma sembra essere un frammento di un linguaggio più ampio, non del tutto decifrabile.
Note concettuali
Con Sole elementare, l’autore intende rappresentare le fasi cicliche dell’identità e della coscienza. Le forme semicircolari richiamano l’idea di eclisse, di parziale oscuramento: momenti in cui una parte di sé si nasconde per permetterne l’emersione di un’altra. Nulla è pieno o vuoto in modo definitivo; ogni elemento è sospeso tra presenza e assenza. Il fondo arancio simboleggia l’energia vitale, il flusso continuo dell’esistenza, mentre i segni freddi incarnano le zone di riflessione, introspezione e silenzio. Le variazioni cromatiche all’interno delle forme indicano che anche ciò che appare stabile è in realtà attraversato da cambiamenti sottili. L’opera vuole suggerire che l’essere umano non è mai un’unità fissa, ma una successione di stati, di eclissi e riapparizioni. Guardarla significa accettare la complessità del proprio paesaggio interiore e riconoscere che, anche nei momenti di oscuramento, è in atto un processo di trasformazione.