Orbite interiori
Scheda opera · Codice: VC-004-2026 · Serie VC
Dati principali
Titolo: Orbite interiori
Artista: Aston F. Deane
Anno: 2026
Tecnica: opera digitale originale – manipolazione fotografica
Supporto: stampa a scelta del collezionista (formato e materiale)
Provenienza: direttamente dall’artista
Seriale archivio: VC-004-2026
Hash SHA-256 file master: Assegnato
Status: Disponibile
Torna alla galleriaDescrizione
L’opera si presenta come una visione immersiva e quasi cosmologica, dove il linguaggio dell’arte moderna si fonde con suggestioni scientifiche e simboliche. Al centro della composizione domina una grande forma ellittica trasparente, attraversata da spirali e traiettorie luminose che evocano orbite planetarie, mappe astrali o diagrammi mentali. Il colore è protagonista assoluto: blu profondi, verdi acidi, magenta e gialli elettrici convivono in una tensione continua, creando un’atmosfera vibrante e ipnotica. La struttura circolare suggerisce un contenitore, una sfera di osservazione o un microcosmo autosufficiente. All’interno, piccoli nuclei luminosi sembrano muoversi, attratti e respinti da forze invisibili. Le linee curve non sono mai rigide: oscillano, si sovrappongono, si sfiorano, dando l’idea di un equilibrio instabile ma vitale. Sullo sfondo, architetture accennate e luci verticali introducono una dimensione spaziale che richiama tanto un ambiente urbano quanto un tempio contemporaneo. L’opera non si limita a essere osservata: invita lo sguardo a seguire i percorsi, a perdersi nelle spirali, a ricostruire un ordine che non è immediatamente leggibile. È un lavoro che parla di movimento, di complessità e di relazioni, più che di forme concluse.
Note concettuali
Con Orbite interiori, l’autore intende rappresentare la mente umana come un sistema dinamico, composto da pensieri, emozioni e memorie che si muovono secondo leggi non sempre razionali. Le orbite simboleggiano i percorsi ricorrenti del pensiero, le abitudini mentali e i cicli emotivi che ci attraversano continuamente. La sfera centrale è il sé: apparentemente unitario, ma in realtà attraversato da forze multiple e spesso contraddittorie. I piccoli punti luminosi rappresentano le esperienze individuali, che entrano in risonanza tra loro creando connessioni impreviste. I colori intensi riflettono l’energia psichica, la sovrastimolazione del presente e il dialogo costante tra dimensione interiore e mondo esterno. L’autore suggerisce che non esiste un centro fisso o una traiettoria definitiva: l’identità è un sistema aperto, in continua trasformazione. L’opera invita lo spettatore a riconoscersi in questo moto perpetuo, accettando l’idea che il senso non nasca dalla staticità, ma dall’equilibrio sempre provvisorio tra le proprie orbite interiori.