Geologia del sogno
Scheda opera · Codice: VC-003-2026 · Serie VC
Dati principali
Titolo: Geologia del sogno
Artista: Aston F. Deane
Anno: 2026
Tecnica: opera digitale originale – manipolazione fotografica
Supporto: stampa a scelta del collezionista (formato e materiale)
Provenienza: direttamente dall’artista
Seriale archivio: VC-003-2026
Hash SHA-256 file master: Assegnato
Status: Disponibile
Torna alla galleriaDescrizione
Quest’opera si presenta come un paesaggio in metamorfosi, una visione che oscilla tra il naturale e l’immaginato. La superficie pittorica è densa, stratificata, attraversata da forme morbide e cellulari che ricordano allo stesso tempo rocce, nuvole, fondali marini e tessuti organici. Nulla è stabile: tutto sembra in lento movimento, come se la materia fosse colta nel momento stesso della sua trasformazione. La scelta cromatica è intensa e vibrante. I blu profondi dominano la composizione, evocando vastità e silenzio, mentre le accensioni di giallo, verde e magenta irrompono come fenditure emotive, creando contrasti che animano la scena. Il colore non è mai puramente descrittivo: è energia, è temperatura, è stato d’animo. La struttura dell’opera suggerisce un orizzonte instabile, una linea di confine che separa — e al tempo stesso unisce — cielo e terra, conscio e inconscio. La materia pittorica, lavorata fino a sembrare quasi liquida, invita lo sguardo a perdersi nei dettagli, in un’esplorazione lenta e ipnotica.
Note concettuali
Con Geologia del sogno l’autore intende rappresentare i paesaggi interiori dell’essere umano, paragonandoli a una geologia emotiva fatta di strati, pressioni e fratture. Così come la terra si modella nel tempo attraverso forze invisibili, allo stesso modo l’identità si costruisce attraverso esperienze, ricordi e tensioni profonde. Le forme fluide alludono alla memoria e all’inconscio, mentre i contrasti cromatici simboleggiano il dialogo costante tra calma e turbamento, equilibrio e caos. L’opera non racconta un luogo reale, ma uno spazio mentale: un territorio dove emozione e materia coincidono. Il messaggio dell’autore è che ogni paesaggio esterno è, in fondo, un riflesso di uno stato interiore. Guardare quest’opera significa attraversare una soglia, accettando che la realtà — come il sogno — non sia mai fissa, ma sempre in divenire.