Codice invisibile
Scheda opera · Codice: VC-002-2025 · Serie VC
Dati principali
Titolo: Codice invisibile
Artista: Aston F. Deane
Anno: 2025
Tecnica: opera digitale originale – manipolazione fotografica
Supporto: stampa a scelta del collezionista (formato e materiale)
Provenienza: direttamente dall’artista
Seriale archivio: VC-002-2025
Hash SHA-256 file master: Assegnato
Stato: Venduto
Torna alla galleriaDescrizione
Con Codice invisibile si distingue per il suo carattere enigmatico e grafico: un insieme di forme geometriche nere, disposte su uno sfondo neutro e materico, che evocano un linguaggio visivo tra il codice e la scrittura. Le figure, pur ricordando lettere o numeri, restano volutamente ambigue, sospese tra segno e significato. Aston F. Deane sembra giocare sul confine tra comunicazione e mistero, invitando l’osservatore a interrogarsi su ciò che sta vedendo: è un messaggio cifrato, un alfabeto inventato, o semplicemente un’esplorazione estetica del segno? Questa ambiguità costituisce la forza dell’opera, che si apre a molteplici interpretazioni. Il contrasto netto tra il nero opaco delle forme e la superficie chiara e irregolare del fondo amplifica la tensione tra ordine e disordine, tra precisione e materia. L’uso calibrato dello spazio, con le forme leggermente inclinate e irregolarmente distanziate, conferisce dinamismo e ritmo visivo. Nel complesso, è un lavoro che esplora il potere visivo del segno astratto, trasformando un possibile codice in una poesia visiva, dove il significato non è da decifrare, ma da percepire.
Note concettuali
L’artista sembra interessato al tema del linguaggio e della percezione visiva, indagando il confine tra il segno come forma e il segno come significato. Le figure nere, che richiamano simboli o caratteri tipografici, diventano qui elementi di una grammatica astratta: un alfabeto immaginario, sospeso tra scrittura e scultura. La ricerca dell’artista si colloca in una dimensione concettuale, dove il segno perde la sua funzione comunicativa tradizionale per assumere un valore puramente visivo e sensoriale. Il fondo materico e la disposizione calibrata delle forme suggeriscono una riflessione sul rapporto tra ordine e caos, tra costruzione e casualità. Attraverso questa riduzione formale, Aston F. Deane invita lo spettatore a interrogarsi su come costruiamo il senso: ciò che sembra un codice potrebbe essere soltanto un ritmo, una danza di segni. Il gesto artistico diventa allora atto di decostruzione e di libertà, un modo per restituire al linguaggio la sua natura originaria — quella di essere, prima di tutto, un’esperienza visiva e poetica.